27 – 30 novembre 2019

Fra gli chassidim si racconta una storia sul mondo a venire, che dice: là tutto sarà proprio come è qui. Come ora è la nostra stanza, così sarà nel mondo a venire; dove ora dorme il nostro bambino, là dormirà anche nell’altro mondo. E quello che indossiamo in questo mondo, lo porteremo addosso anche là. Tutto sarà com’è ora, solo un po’ di verso.

Walter Benjamin

La comunità che viene

I sentieri, giusto? Paiono una seccatura. Li percepiamo come assenza di ordine, e nelle linee d’asfalto leggiamo stabilità. Se vai nel boschetto biotopo a metà strada tra Tricase e il Porto, nel pieno del Parco Costiero ‘Otranto-Tricase-Santa Maria di Leuca’, trovi un luogo di non facile lettura: un paio di querce, dei serpenti di ferro arrugginito, attrezzi ginnici abbandonati. Non pullula di gente il parchetto. Non proprio. Se parli con Davide di Salento Verticale capisci che è un bel po’ incazzato, e a ragione. Lui di sentieri ne vorrebbe di più, per accogliere orde di turisti camminanti, guidarli per gole e grotte, senza inquinare, piano piano, prendendosi il tempo di capire i luoghi. Davide è un valtellinese pieno di follicoli, che dice parole piene e sensate, in una cadenza che suona come una denuncia. Davide e i suoi colleghi puliscono i sentieri del Parco, da volontari, e provvedono a un minimo di segnaletica, tutto per promuovere il Salento della costa e dell’entroterra. Volendo, dice Davide, si potrebbe camminare da Otranto a Leuca senza mai toccare le strade asfaltate. Volendo. Per riuscirci meglio però, lui e gli amici della cooperativa Terrarossa, che pure si occupano di turismo lento e sostenibile, hanno bisogno dell’aiuto dei dodici Comuni che fanno parte del Parco, nonché del Parco stesso. Un aiuto che finora sembra latitare, sospinto dal vento generale dell’indifferenza, in alcuni casi da un ritardo culturale che fa rabbia.  A volte, dice Davide, se vado in Comune per proporre dei progetti mi rispondono scocciati, in dialetto.  

Di questo si è parlato durante il nono incontro della Gallery sulla sentieristica nell’area protetta, che si è tenuto tra Celacanto e il Palazzo Baronale di Tiggiano lo scorso 30 Novembre.

Con le scuole, Davide ha parlato di fiducia, di sapersi fidare di chi tiene la corda quando provi ad arrampicarti su per una parete rocciosa. E sarebbe il caso di fidarsi di qualcuno che sa quello che fa, ogni tanto.

Il Parco ha inviato un suo rappresentante all’incontro, Giuseppe Maggiore, il quale ha spiegato che per statuto, il Parco dovrebbe dare solo pareri di cosa si può e non si può fare nell’area protetta. E, in effetti, il Parco è nato solo per proteggere e salvaguardare la biodiversità di questa parte di Salento. Ma non basta. Il desiderio, il grido di operatori e cittadini è che il Parco si elevi ad attore economico-sociale del Basso Salento; che si adoperi, cioè, per coordinare un’azione di sviluppo comune, anche attraverso il reperimento di finanziamenti. Davide ci racconta dei molti progetti e proposte che ha presentato al Parco per poi vederseli protocollati e riposti su uno scaffale a prendere polvere. È vero che così com’è, il personale del Parco è sottodimensionato e non è in grado di rispondere adeguatamente agli stimoli che vengono dall’esterno. Ma nulla vieta di rivedere l’impianto generale e gli obiettivi di un’istituzione che dovrebbe essere vitale.

Ogni anno, i dodici comuni contribuiscono al sostentamento con 10.000 euro. Per lo più, i soldi sono spesi per la potatura e la messa in sicurezza di alcune zone del Parco. Secondo Davide e Daniele Sperti di Terrarossa, il lavoro delle ditte non solo è insufficiente, ma anche troppo oneroso, considerate le tariffe applicate altrove. Un altro problema è quello dei percorsi per persone disabili, per lo più inesistenti.

In teoria, il Parco, come succede in altre regioni, o come accade nella Riserva di Torre Guaceto, potrebbe essere un volano per l’economia del basso Salento, se solo concertassimo tutti insieme una visione che andasse in quella direzione. Registriamo una scarsa risposta in termini di presenza da parte degli amministratori e decisori politici interessati dal perimetro del Parco. 

Questo dà la misura di quanto i fatti non seguano alle parole, quando si parla di turismo sostenibile. Non vogliamo una terra preda di turisti costieri per due settimane l’anno. Vogliamo una terra in cui chi vuole fare una passeggiata possa farlo in sicurezza, scoprendo tutta la storia del luogo, dal neolitico al presente. Vorremmo che persone come Davide non perdessero l’entusiasmo. Sono anni che lavora in questo progetto e inizia a stancarsi del muro di gomma che incontra nelle istituzioni.

Come sempre, l’assemblea ha cercato di produrre una proposta concreta, cioè quella di dare fiducia alle associazioni che già operano nel Parco, sfruttandone conoscenza, competenze ed entusiasmo.

C’è bisogno di fiducia reciproca e c’è l’urgenza di una visione comune che ribalti le regole del gioco attuali.

Per info:

https://www.facebook.com/salentoverticale/
https://www.facebook.com/cooperativaterrarossa/
https://www.facebook.com/Parco-Costa-Otranto-Santa-Maria-di-Leuca-e-Bosco-di-Tricase-148516815192717/

Gallery: un osservatorio partecipante
Esiti del processo
Associazioni e incontri
Istituti Scolastici
Sintesi del progetto

Progetto Gallery: un osservatorio partecipante – avviso pubblico Puglia Partecipa – scadenza gennaio 2019 – Legge Regionale sulla partecipazione N. 28 del 13 luglio 2017.


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