Biodiversità, un vero tesoro da custodire

Per molti potrebbe non essere immediato, ma perdita di biodiversità e riscaldamento globale sono due fenomeni strettamente correlati. Come sostengono la stragrande maggioranza degli scienziati di tutto il mondo, le attività umane sono la causa principali di questa perdita accelerata. Il riscaldamento globale di origine antropica influisce sui climi regionali, portando a cambiamenti negli habitat, e colpisce direttamente le specie. Gli ecosistemi polari, le foreste tropicali e le barriere coralline sono alcuni esempi dove questa relazione di causa-effetto è stata scientificamente accertata.

Quando e dove si registrano dati preoccupanti

Ci sono molte evidenze scientifiche che dimostrano come il riscaldamento globale stia influenzando negativamente la biodiversità in molte parti del mondo. Ecco alcune delle correlazioni principali:

  1. Cambiamenti negli habitat: Il riscaldamento globale porta a cambiamenti nei climi regionali e locali, che a loro volta influenzano gli habitat naturali. Gli ecosistemi polari, le foreste, le barriere coralline e molti altri habitat sono colpiti da queste variazioni, mettendo a rischio le specie che dipendono da essi.
  2. Aumento delle temperature: L’aumento delle temperature medie a livello globale influenza le abitudini e le dinamiche delle specie. Alcune specie potrebbero non essere in grado di sopravvivere in nuove condizioni climatiche e potrebbero essere costrette a migrare verso aree più adatte, se disponibili. Questo può portare a uno squilibrio negli ecosistemi e alla possibile estinzione di specie che non possono spostarsi o adattarsi abbastanza velocemente.
  3. Aree di distribuzione: Molte specie hanno aree geografiche specifiche in cui vivono e si riproducono. A causa del riscaldamento globale, queste aree possono spostarsi in latitudine o altitudine a una velocità maggiore rispetto a quanto molte specie possano seguire. Ciò può portare a una frammentazione delle popolazioni e all’isolamento di specie, rendendo più difficile per loro interagire e riprodursi.
  4. Impatti sugli ecosistemi marini: Il riscaldamento globale influisce sulla temperatura degli oceani, causando lo sbiancamento dei coralli e influenzando la distribuzione delle specie marine. Questo può portare alla perdita di habitat critici per molte specie marine e alla riduzione delle risorse alimentari disponibili.
  5. Effetti a catena: La perdita di biodiversità può avere effetti a catena su interi ecosistemi. Ad esempio, la scomparsa di predatori chiave può portare all’esplosione delle popolazioni di prede, creando uno squilibrio ecologico che può avere impatti duraturi sull’intero ambiente.

Esistono diverse aree del pianeta in cui è stata scientificamente accertata la relazione di causa-effetto tra perdita di biodiversità e riscaldamento globale. Ad esempio:

  • Artico e Antartide: Le regioni polari stanno subendo cambiamenti drastici a causa del riscaldamento globale. La diminuzione dell’estensione del ghiaccio marino sta influenzando le abitudini di vita di molte specie, come l’orso polare, e sta causando la scomparsa di habitat critici.
  • Foreste tropicali: Le foreste pluviali tropicali, tra cui l’Amazzonia, stanno subendo deforestazione e degradazione per mano dell’uomo, attività che libera enormi quantità di CO2 nell’atmosfera. Queste foreste sono ricche di biodiversità e costituiscono habitat essenziali per numerose specie.
  • Barriere coralline: Le barriere coralline sono particolarmente vulnerabili al riscaldamento globale e all’acidificazione degli oceani. Questi cambiamenti possono portare allo sbiancamento dei coralli e alla perdita di habitat per numerosi organismi marini.

In generale, la perdita di biodiversità e il riscaldamento globale si influenzano reciprocamente e rappresentano sfide cruciali per la sopravvivenza delle specie e la salute degli ecosistemi su scala globale.

Le api, una importante cartina di tornasole

La moria delle api, causata da fattori antropici come pesticidi, cambiamenti climatici, monocolture, è strettamente collegata alla perdita di biodiversità. Le api svolgono un ruolo cruciale nell’impollinazione delle piante, contribuendo alla biodiversità e al mantenimento degli ecosistemi. La moria delle api mette a rischio non solo la produzione agricola, ma anche la salute degli ecosistemi naturali, poiché molte specie vegetali selvatiche dipendono dall’impollinazione delle api per la loro riproduzione e diffusione. Le api agiscono anche come sentinelle dell’inquinamento ambientale, rilevando sostanze nocive nell’ambiente. In sintesi, la moria delle api è una minaccia grave per la biodiversità e la salute degli ecosistemi, evidenziando l’interconnessione tra il declino delle api e la perdita di biodiversità.

Il lavoro svolto dagli insetti impollinatori è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Secondo dati pubblicati dall’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (Ipbes), la riproduzione dell’88% delle piante selvatiche da fiore del mondo dipende, almeno in parte, dall’impollinazione animale. Anche il 70% delle 115 colture agrarie di rilevanza mondiale trae beneficio dall’impollinazione animale.  Sempre dall’impollinazione dei fiori dipende il 35% della produzione agricola mondiale, con un valore economico annuale di oltre 153 miliardi di euro a livello globale.

Già da diversi anni in alcune regioni della Cina si cerca di riparare alla moria delle api ricorrendo all’impollinazione manuale praticata dai contadini direttamente sugli alberi da frutto. Stesa soluzione si è iniziata ad adottare in Kenya, dove i pesticidi, analogamente al caso cinese, anno fatto razzia di insetti impollinatori. Le piante selvatiche, ovviamente, non vengono impollinate manualmente, quindi, per loro non ci sarà scampo! Negli ultimi anni si stanno sperimentando anche droni e robot per sostituire l’importantissimo lavoro delle api. Dunque, se queste tecnologie raggiungeranno una buona efficienza con risultati paragonabili a quelli delle api, allora saremo liberi di terminare la definitiva sterminazione degli insetti impollinatori e continuare indisturbati la nostra corsa verso la distruzione della biodiversità!

Alla luce di tutto questo, mi consolerò gustando del buon miele prodotto localmente dal nostro Franco Caporale, apicoltore e fornitore di fiducia del Celacanto. Se ne volete un cucchiaino anche voi passate a trovarci 😉


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