Per curare e non uccidere gli ulivi in Puglia

Con una petizione su avaaz.org il Comitato SOS – Salviamo Ora il Salento chiede interventi alternativi al decreto Martina per la gestione del CO.DI.R.O in Puglia

 
Le aziende agricole e le associazioni che avevano dato vita nel 2015 al comitato Salviamo ora il Salento, opponendosi con un ricorso amministrativo al piano straordinario dell’allora Commissario Silletti, scelgono la strada della petizione pubblica per contrastare i trattamenti fitosanitari obbligatori previsti dal decreto Martina.
 
La petizione, indirizzata al Presidente della Camera Roberto Fico e al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, sostiene che “il Decreto Martina anziché curare il complesso del disseccamento rapido degli ulivi (Co.Di.R.O.) in Puglia, avvelena e distrugge il territorio causando danni ecologici, sanitari ed economici disastrosi“.
 
La petizione proposta si articola in cinque punti:

  1. vietare i prodotti chimici in favore di quelli ammessi in agricoltura biologica (Olio essenziale di arancio dolce, e Azadirachtina);
  2. al fine di non arrecare danno alle api e all’apicoltura, sospendere i trattamenti, anche con prodotti per agricoltura biologica, durante il periodo della fioritura e fino alla caduta dei petali;
  3. attuare i metodi naturali e biologici recepiti dal’art.8 L.R. 29/03/2017 N.4 capaci di curare e riequilibrare il terreno in modo da fortificare le piante per renderle più resistenti ai patogeni;
  4. sostenere finanziariamente gli agricoltori prevedendo il rimborso delle spese effettivamente sostenute per le buone pratiche ecosostenibili;
  5. finanziare gli interventi di cui ai punti precedenti attingendo ai 2.071,5 milioni di Euro messi a disposizione del “Patto per la Puglia” che, ad oggi, non risultano impiegati per il sostegno diretto delle azioni sopra descritte ma ad “allungare la durata dei mutui agricoli e a pagare i ratei degli interessi sui prestiti agricoli, cioè a dare soldi alla banche“.

 
 
Segui questo link per leggere il testo integrale e firmare la petizione

 


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