Ecco una serie di domande frequenti e le relative risposte fornite direttamente dalla nostra Sarìca. Se non trovi qui la risposta al tuo quesito inviaci una richiesta dalla pagina dei contatti.
| 1 | Cosa significa "sarìca"? |
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Sarìca è un termine dialettale salentino che significa "lucertola". Perciò Coppula Tisa, la lucertola salentina, è una sarìca !
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| 2 | Da dove viene il nome Coppula Tisa? |
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Coppula Tisa è il mio nome e sono una tipica lucertola salentina. Il mio papà, ora purtroppo scomparso, si chiamava Norman Mommens, per gli amici Nimbo, ed era un omone grande e grosso, un uomo libero, con una passione civile vera. Al contrario di molti miei conterranei Salentini che emigrano in varie parti del mondo, molti anni fa Norman decise di stabilirsi tra noi, a Salve. Dalla sua bella Spigolizzi, tra un quadro e l'altro, Norman disegnava anche fumetti e io, piccola lucertola (sarìca) salentina, sono stata incaricata di far venire allo scoperto i vizi dei vari politici ed affaristi. Come il mio papà, che non lo era per nascita ma di sicuro lo era per vocazione, anch'io sono molto fiera di essere Salentina e la mia coppola alzata (la mia "coppula tisa") vuole essere il segno distintivo della libertà e della dignità di tutti gli uomini liberi.
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| 3 | Cos'è la Campagna Coppula Tisa? |
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Si chiama "Campagna per la promozione della bellezza" ed è un'iniziativa ideata, promossa e portata a termine da un gruppo di amici miei, quelli del Comitato Finis Terrae. I miei quattro "fedelissimi", Edoardo, Gigliola, Giorgio e Carla si sono inventati una cosa davvero strana e inconsueta, ma che ha avuto una portata e una risonanza davvero straordinarie. Sentite cosa si sono inventati questi quattro scellerati. Un bel giorno, hanno deciso che questa nostra terra aveva bisogno di un segnale forte e, pensa che ti ripensa, ecco l'idea geniale: acquistare e poi demolire delle opere che, per collocazione o per incompatibilità architettonica con l'ambiente salentino, deturpavano il paesaggio. Pensate che sia stato facile? Niente affatto. Se volete sapere com'è andata a finire, leggete la pagina Chi siamo/Campagna.
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| 4 | L'Associazione Coppula Tisa e la Campagna sono la stessa cosa? |
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Non proprio. Il 6 giugno del 2003 nasce il Comitato "Finis Terrae" (i quattro amici miei) che, nel 2004, dà vita alla famosa "Campagna per la promozione della bellezza", terminata poi con il definitivo conferimento alla Regione Puglia dell'area acquistata dal Comitato. Ora ho trovato dei nuovi amici: l'Associazione Coppula Tisa Onlus. Questi "ragazzi" fanno parte di un'associazione di volontariato, nata nell'ottobre del 2006 dalla trasformazione del Circolo Legambiente Tricase. Quando hanno incontrato me, hanno deciso che dovevo essere io la loro bandiera (eh sì, così mi chiamano.) perché soltanto io li avrei potuti accompagnare nell'avventura nella quale si stavano lanciando: la ricerca della bellezza e la tutela del Bene Comune. (Uhm, mi sa mi sa che anche papino sarebbe contento) Così mi hanno adottato, e io ho adottato loro. Sapete, questi giovani hanno proprio bisogno di una guida ;-)
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| 5 | Di cosa si occupa l'Associazione Coppula Tisa? |
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L'Associazione Coppula Tisa ha escogitato (e sta attuando) una serie di iniziative che hanno tutte lo stesso filo conduttore e rispondono ad alcuni valori fondamentali, che poi sono anche i miei: solidarietà sociale, tutela dell'ambiente e della cosa pubblica, perseguimento del Bello e del Bene Comune.Proprio come fece a suo tempo la Campagna, anche l'Associazione Coppula Tisa ora vuole "scuotere le coscienze" e fare in modo che i cittadini acquisiscano una nuova consapevolezza sociale. Per riuscirci, di volta in volta, l'Associazione organizza dei progetti e, con il mio aiuto, attira l'attenzione su alcune tematiche come il degrado di alcuni quartieri, lo smaltimento dei rifiuti, l'ascolto dei cittadini e organizza dei corsi di formazione su argomenti come l'osservazione del territorio e la legalità. Questi campanelli sono importanti perché solo un cittadino che si guarda attorno (proprio come faccio io) e che ha gli occhi ben aperti riesce a vedere le brutture di vario genere che insozzano il territorio. Soltanto imparando a "guardare-vedendo" questa nuova forza sociale sarà quindi in grado di "fare rete", mettendo al servizio di tutta la collettività le proprie competenze.
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