L'esperienza con Coppula Tisa:
sinergia, centralità del bambino, metodo.
Tre parole per raccontare, tre concetti per testimoniare, tre momenti-contenuto per rivivere l'esperienza fatta con, per e grazie all'Associazione Coppula Tisa.
Sinergia... di tre agenzie educative presenti sul territorio: l'associazione, la scuola e l'impresa sociale. Una sinergia che si è coagulata in un progetto attento, importante per il nostro territorio (e non solo), un progetto che è strumento e risultato al tempo stesso: strumento per monitorare, raccogliere informazioni necessarie, educare le famiglie e i bambini a buone pratiche consapevoli e responsabili; risultato perchè esso stesso incarna la buona pratica concreta di ciò che significa essere cittadinanza attiva.
Tre realtà che si muovono sul territorio, che uniscono le proprie capacità e dialogano facendo insieme, costituiscono un esempio concreto di società che funziona... e dato ancor più importante lo fanno con, per e attraverso i bambini.
Appunto... centralità del bambino, come raramente succede nella progettazione in genere, nel percorso di Coppula Tisa il bambino diventa invece metro di misura, veicolo e soprattutto destinatario, attraverso il coinvolgimento della scuola, quale luogo eletto per la formazione e la crescita delle nuove generazioni, e l'impresa Ambaradam, che opera sul territorio in tutto e per tutto a misura di bambino, con esperienze laboratoriali che rimettono in gioco una serie di abilità, energie ed emozioni troppo spesso soffocate nella vita d'ogni giorno, proprio per chi, invece, queste esperienze dovrebbe viverle quotidianamente.
Il metodo... quello laboratoriale per avvicinare i bambini, far vivere loro un'esperienza autentica, veicolando un messaggio di alto contenuto sociale, in cui possano crescere forti, sani consapevoli e soprattutto critici. Arte ed ecologia sempre più devono andare a braccetto, per sviluppare quel pensiero critico, costruttivo che troppo spesso manca, inducendo in uno stato di presenza assente, di rassegnazione e passività. Con l'esperienza del laboratorio di riciclo di rifiuti, quali plastica e carta, i bambini hanno invece potuto afferrare con mano e far propria la convinzione di poter incidere positivamente sul territorio e di poterlo fare senza possedere chissà quali mezzi: solo con intelligenza e creatività. Bottiglie, tappi, giornali, cartoni e tutto il “popolo di rifiutati” è diventato altro, ha subito una trasformazione importante sotto le mani laboriose dei bambini, dando vita a personaggi e mascheroni, colori di vita, danze, musiche e voci di un mondo diverso, ma possibile...
Ecco come in una piccola-grande esperienza l’uomo sperimenta comportamenti positivi che lo fanno diventare cittadino consapevole: i bambini hanno riciclato i rifiuti, senza l’aiuto di macchinari, di industrie, utilizzando una risorsa semplice, presente in gran quantità che troppo spesso viene soffocata, repressa, relegata, ma che può invece rivoluzionare il mondo: l’arte.
Con l'augurio di una continuità sempre più “laboriosa e attiva”.
per Ambaradam
Elena Turco




