L'8 febbraio 2000 moriva Norman Mommens, un forestiero divenuto salvese d'adozione, un uomo controcorrente, anche perchè a differenza dei tanti salvesi emigrati altrove, lui, ha seguito il percorso inverso. E' emigrato a Salve.
Fiammingo di nascita e inglese d'adozione ha studiato alla Elkeriyc, la Scuola Superiore di Architettura e di Arti visive di Amsterdam.
Nel dopoguerra ha lavorato come disegnatore, progettista di stand e pittore di scenografie teatrali.
Nel 1952 ha iniziato a scolpire la pietra nelle cave di granito della Cornovaglia. Dal quel momento la sua "fame di pietra" non si è più estinta e dal 1962, anno in cui ha incontrato la compagna della sua vita, la scrittrice inglese Patience Gray, ha vissuto nel Mediterraneo dapprima a Carrara, poi nell'isola di Naxos presso le cave di marmo di Apollona, poi ancora cinque anni a Carrara e infine dal 1970 a Salve, nella masseria Spigolizzi, diventata per trent'anni punto d'incontro di tutti gli artisti del Capo di Leuca e della provincia, ma anche di artisti provenienti da tutto il mondo, i quali, grazie alla sua guida, hanno potuto scoprire il Salento più autentico.
Il rifiuto di tutte le comodità della vita moderna (la luce elettrica e conseguentemente il telefono ed il frigorifero) e la necessità di un ritorno alla natura con i suoi ritmi, le sue immutabili leggi, hanno improntato la sua filosofia di vita e la sua arte.
La battaglia in difesa della natura lo vide protagonista, negli anni '80, delle iniziative di protesta contro la costruzione di una centrale nucleare sulle spiagge del Capo di Leuca.
Con il suo fumetto satirico "Coppula tisa" avente per protagonista una lucertola, mise alla berlina vizi di politici ed affaristi. Scrisse vari studi sull'arte, l'astronomia e l'architettura contadina, i saggi "Remembering Man", "Anatoli", la commedia "I leoni e lo scassamorello".

Norman Mommens accanto ad una delle sue creazioni artistiche




